LA POESIA

Nella poesia i sardi usano un linguaggio molto estensivo e colorato, sono maestri nell’arte delle rime e i Mutos e Muttettus sono l’espressione più tipica di questo fare e sentire la poesia.

I cantadores sono capaci di improvvisare su qualsiasi argomento: una nascita, una morte, un avvenimento sportivo, una buona o cattiva notizia.

E se oggi la memoria dei canti é nei libri o nei dischi/cd, nel passato i mutos venivano tramandati di padre in figlio, diventando patrimonio nel sapere comune.

 

GLI STRUMENTI MUSICALI

Lo strumento musicale più rappresentativo di tutta l’isola sono le Launeddas, strumento a fiato formato da tre canne di diversa misura, la cui origine pare risalga al 1500 a.C.

Altri strumenti tipici sono su s’Organittu (una piccola fisarmonica), Su Solittu, un altro strumento a fiato, Sa trunfa (Lo scacciapensieri).

 

IL BALLO

L’espressione più tipica del ballo in Sardegna é dato da Su Ballu Tundu (il ballo tondo), il cui nome riporta l’immagine stessa dei ballerini, riuniti in cerchio.

Ogni occasione é buona per ballare (feste popolari, matrimoni, battesimi, etc.), sia accompagnati dal suono degli strumenti tipici, sia dal canto ritmato del canto a Tenores, in piazza soprattutto e, oggi, sul palco delle feste, rappresentato dai gruppi folkloristici che si esibiscono con performance e figure sempre più elaborate.

 

LE FESTE

Ogni anno si possono contare circa 1000 celebrazioni disseminate nell’isola: alla base c’è quasi sempre un’occasione religiosa che si accompagna a riti civili e momenti festivi: quasi ogni paese ha la sua sagra che culmina sempre in pranzi collettivi in campagna, aperti ad ospiti e amici, balli e canti tradizionali, spettacoli e divertimenti per tutti.

Fra quelle più importanti ricordiamo:

 

LA CAVALCATA SARDA

Si svolge a Sassari, a fine maggio: è un raduno dei gruppi folkloristici più rappresentativi che sfilano per le vie del centro cittadino. La festa ha il suo culmine alla sera con un grande kermesse di balli sul palco della Piazza d’Italia.

 

I CANDELIERI

Si svolge a Sassari, alla vigilia di Ferragosto: ogni gremio artigiano, rispettando una antica tradizione, porta in processione con passo cadenzato a suon di musica, lungo il Corso Vittorio Emanuele, fino alla Chiesa di Santa Maria in Betlem, un alto cero in legno, finemente decorato.

 

IL REDENTORE

È la festa più tipica di Nuoro che si tiene alla fine di agosto, con riti religiosi che si svolgono sul Monte Ortobene, nei pressi della Statua del Cristo, e culminano con la processione dei gruppi in costume; mentre la sera, gli stessi gruppi si esibiscono in piazza con balli e canti tipici.

 

SANT’EFISIO

È un rito antico che si svolge a Cagliari, il primo di maggio: per ringraziare il Santo per aver debellato la peste in città, ogni anno, dal 1657, i cagliaritani, accompagnati da numerosi gruppi sardi in costume, portano in processione la statua del santo fino alla chiesetta di Pula, dalla quale poi ritorna in città dopo tre giorni.

 

IL CARNEVALE

Vissuto in tutta l’isola come momento di trasgressione e divertimento comune, in alcuni paesi ha assunto la veste di festa collettiva e aperta ad ospiti e turisti:

 

LA SARTIGLIA DI ORISTANO

È una secolare tradizione risalente al cinquecento: la corsa alla stella consiste nel riuscire ad infilzare, con una spada, una piccola stella di metallo appesa lungo il tratto che i cavalieri percorrono lanciati al galoppo.

Dal numero di stelle infilzate vengono poi tratti gli auspici per il nuovo anno agrario.

La festa si conclude con le esibizioni delle pariglie a cavallo.

 

MAMOIADA – OTTANA – OROTELLI

In questi paesi il carnevale è rappresentato da figure tipiche risalenti ad antichi riti: i partecipanti vestono caratteristiche maschere di legno dai tratti scuri e spaventosi, mentre le vesti sono cucite utilizzando pelli di animali opportunamente conciate accompagnate da serie di campanacci d’ottone.

I Mamuthones di Mamoiada sono inseguiti, durante l’esibizione, dagli Issocadores, che tentano di prenderli al lazo. Ad Ottana le figure tipiche sono i Boes e i Merdules. A Orotelli ricordiamo i Thurpos.

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